rinnovo consiglio ordine architetti

Agorà: urbanisticamente è la piazza per eccellenza, il cuore della polis greca, il suo centro economico, culturale, sociale e religioso. Uno spazio pubblico, luogo di dibattiti, incontri, riunioni, scambi, decisioni, culto. Un’area attorno alla quale sorgevano edifici e monumenti di destinazione politica, civile e religiosa anche con valenza memoriale. Agorà era anche l’assemblea dei liberi, di cui narra Omero, diventando nel corso del tempo, insieme alla piazza, simbolo e mito della democrazia fondata sul discorso e sul dialogo nonché esercizio del pensiero critico.

Questo vorremmo che fosse il nostro “Ordine”: punto di riferimento e di ascolto, non solo per la categoria professionale, ma per l’intera città. Luogo altresì di confronto, dibattitto, formazione, sviluppo di idee progettuali per continuare a superare i confini della nostra “agorà” ed entrare in quella del mondo. Tutto questo senza mai dimenticare le funzioni storiche dell’Ordine.

  • Ascolto Dialogo Progetto

Ogni progetto presuppone l’ascolto, il dialogo, il confronto e il dibattito. Nessuno, da solo, è in grado di fare e sapere perfettamente ciò che bisogna e si deve fare. Per questo il nostro programma è un work in progress, un manifesto di intenti aperto nel corso del tempo alla verifica, alle modifiche e correzioni con il contributo di tutti, con la consapevolezza dei limiti e delle capacità di ognuno, ma soprattutto con la più totale trasparenza.

 

  • Ordine “al plurale”, promozione e sostegno

Pensiamo che la nostra proposta debba partire dalle differenze degli aderenti alla nostra lista: donne e uomini di diversa età, che si intrecciano con la rappresentanza territoriale, la specificità della specializzazione e dei saperi che ci caratterizzano. La riflessione svolta verte su aspetti diversi tra loro, la proposta è generata dall’ipotesi principale che i paradigmi del recente passato non siano più in grado di affrontare i problemi attuali di governo dell’Ordine: l’identità professionale si compenetra con la necessità di ascolto e di dialogo con i colleghi. Desideriamo proporre un modello di nuovo Ordine, basato sul ruolo attivo che possiamo assumere oggi nel suggerire nuove modalità di approccio ad importanti e urgenti questioni della nostra epoca, uno strumento attraverso cui creare valore pubblico e senso critico nella società.   Vogliamo raggiungere una nuova coesione per sostenere e valorizzare la nostra professione, affinché ci sia riconosciuto l’importante ruolo sociale e culturale nella trasformazione del territorio sotto tutti i profili: architettonico urbano, paesaggistico e storico, strategico e proiettato nel futuro.

 

  • Unità generazionale e di genere

Perseguiamo la difesa della dignità professionale e della dignità di genere, attraverso equo compenso e sostegno inter-generazionale, parità nelle opportunità lavorative e nel trattamento economico, valorizzazione dell’esperienza e sostegno alle nuove generazioni di professionisti, e tutto questo con spirito di collaborazione e finalità di crescita e arricchimento reciproco.

  • Trasparenza delle decisioni e nuovo Ufficio di Presidenza

Pensiamo che sia necessaria un’interpretazione meno riduttiva delle pratiche dell’Ordine, una concezione più innovativa nel nuovo processo di modernizzazione che intendiamo proporre per una ripresa delle migliori esperienze di tanti bravi colleghi con criteri improntati alla trasparenza delle decisioni, affinché l’Ordine sia la casa di tutti.

Proponiamo la costituzione di un Ufficio di Presidenza, che rinnovi l’attuale organizzazione piramidale, costituito da una “terna” che faciliti e garantisca una partecipazione incisiva e diretta sui tavoli di lavoro istituzionali:

a-il Presidente per i rapporti con la Città e la Provincia (rappresentanza territoriale),

b-un Vicepresidente per i rapporti con il CNA (rappresentanza nazionale),

c-un Vicepresidente per i rapporti con la Consulta Regionale (rappresentanza regionale).

Agiremo quindi con compattezza e unità tra il Consiglio Amministrativo e il Consiglio di Disciplina, in stretta collaborazione con la Terna di Presidenza, per proporre istanze concretamente risolutive delle problematiche reali affrontate quotidianamente dagli iscritti. A titolo di esempio non esaustivo: la semplificazione delle pratiche burocratiche, la riforma del sistema dei crediti professionali, la riforma delle regole di accesso agli incarichi pubblici, e molto altro ancora.

  • Concorsi e qualità del nostro operare

Vogliamo promuovere la pratica dei concorsi di architettura, garanzia di qualità architettonica e urbana oltre che strumento di tutela della professione, anche attraverso il sostegno delle amministrazioni virtuose.

Intendiamo difendere il principio di assegnazione degli incarichi su base meritocratica attraverso il controllo e la garanzia di giurie qualificate.

Vogliamo aprire il dibattito sui “requisiti” con i ministeri (attualmente la maggior parte dei concorsi chiedono requisiti che molti liberi professionisti non hanno). Dal dopoguerra ad oggi solamente l’11% del patrimonio edilizio esistente è opera degli architetti, in forma singola e associata (fonte Cresme), anche da questa consapevolezza passa la dignità della nostra professione e la scelta di sostenere con forza la qualità del nostro operato.

La rigenerazione del patrimonio edilizio non è solo “riqualifica energetica”, ma coinvolge molteplici professionalità e innumerevoli aspetti di sostenibilità, economica, sociale, ambientale, culturale … tutti convergenti nel valore estetico di bellezza e in quello sociale di felicità e benessere. Di questi aspetti è importante dibatterne.

  • Cultura e bellezza

La mancanza di cultura è un danno per i nostri territori sia dal punto di vista della salvaguardia del patrimonio architettonico, sia dal punto di vista della crescita sociale e della difesa dell’ambiente naturale.

Le città di Bergamo e Brescia sono candidate al titolo di “CAPITALI DELLA CULTURA 2023”, una grande occasione per la Città che ci coinvolge direttamente come principali artefici del cambiamento e della valorizzazione attraverso le nostre competenze multidisciplinari e la nostra capacità di coordinare le diverse professionalità interessate.    Le risorse saranno numerose ma solamente uniti possiamo diventare fautori e protagonisti di nuova bellezza.   Vanno potenziati i rapporti e le sinergie con la Pubblica Amministrazione, dobbiamo prestare attenzione e dare sostegno adeguato alle numerose iniziative promosse con passione e alto senso civico dagli Architetti che donano il loro tempo in favore di progetti di sviluppo del territorio e salvaguardia dei monumenti, dei centri storici e del “rammendo della periferia”. Senza richiamo alla nostra tradizione rischiamo di perdere la nostra identità, ma ciò non deve significare l’esclusione della possibilità di attuare innovazioni evolutive al nostro Ordine, nel quadro di una matrice condivisa dagli iscritti.

  • Comunità e «pratiche» concrete di internazionalizzazione

Progetto Europa, la NextGenerationEU: ripartiamo da una delle prime iniziative di Ursula von der Leyen, architetto onorario italiano:

“Voglio che NextGenerationEU faccia partire un’ondata di ristrutturazioni in tutta Europa e renda l’Unione capofila dell’economia circolare. Ma non è solo un progetto ambientale o economico: dev’essere un nuovo progetto culturale europeo.”

Costruire insieme un nuovo Bauhaus europeo è possibile!

Il nuovo Bauhaus europeo è un’iniziativa creativa e interdisciplinare che riunisce uno spazio di incontro per progettare futuri modi di vivere, situato al crocevia tra arte, cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia. Porta il Green Deal nei nostri luoghi di vita e richiede uno sforzo collettivo per immaginare e costruire un futuro sostenibile, inclusivo e bello per il cuore e per la mente.

Proponiamo un progetto collaborativo con partner europei al fine di apprendere e conoscere le modalità partecipative ai “fondi europei”, sviluppare le conoscenze opportune per non tralasciare le occasioni presenti nei bandi, intessere relazioni ed opportunità tra forme di interdisciplinarietà con partner europei.

  • Formazione continua

nell’attuale mondializzazione, in un incessante confronto e scontro tra l’universale e il particolare, a cui viene chiesto a tutti i lavoratori una continua più alta specializzazioni tecnica, dimenticandosi spesse volte di quella artistica culturale, la formazione continua e il tipo di formazione gioca un ruolo non certo secondario anche per il mercato del lavoro dei nostri iscritti.

  • Architetti per il futuro

Vogliamo supportare la figura del “giovane” Architetto, potenziandone il ruolo all’interno della categoria per favorirne l’affermazione professionale.

Organizzeremo momenti di confronto e discussione fra i giovani architetti, ma anche con le varie commissioni, in modo da intessere una rete di scambio di idee trasversale.

La nostra idea di formazione continua è rivolta anche agli architetti del futuro: promuovere iniziative che permettano la crescita culturale dei giovani Architetti; sostenere l’approfondimento di argomenti mirati sulla cultura del progetto e sull’architettura e altri più pratici per l’esercizio della professione, favorendo l’inserimento dei neo laureati nel mondo del lavoro.

Vogliamo che la crescita culturale dei futuri architetti avvenga anche tramite la promozione da parte dell’ordine di mostre, convegni organizzati esternamente all’ordine stesso e attraverso anche l’attivazione di spazi di co-working che, oltre ad essere luoghi di lavoro, possono instaurare nuovi network lavorativi interessanti.

  • Servizi e tutele

Tra le iniziative che apporteranno un sostegno concreto:

-servizi di consulenza per le tematiche previdenziali,

attraverso l’istituzione di un “nodo periferico InarCassa”;

-servizi assistenza pratiche edilizie;

-servizi di consulenza legale e commerciale;

-Commissioni;

-Sovrintendenza e Beni Culturali;

-Convenzioni;

-Concorsi;

-Compensi;

-Borse di Studio.

 

  • Partecipazione … insieme si cambia!

Un gruppo di colleghi delegati dalla categoria non possono cambiare le cose. Per fare ciò è necessario l’apporto di tutti. Per crescere insieme, con gli altri e per gli altri, migliorare la qualità e gli spazio del nostro lavoro.   In un mondo globale dove anche la concorrenza ne ha preso i connotati, il singolo da solo soccombe: o si cresce tutti, tutti assieme, o non si cresce affatto.

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